A pochi chilometri da Roma, nei pressi di Subiaco, si trova uno dei luoghi più belli e suggestivi dei Monti Simbruini, una meta caratteristica del periodo estivo per gli abitanti non solo del luogo ma anche di molti romani in cerca di refrigerio, un luogo assolutamente da non perdere, il Laghetto di San Benedetto, entro il quale va a tuffarsi il fiume Aniene dando origine ad una piccola quanto deliziosa cascata. Il laghetto è situato in prossimità dei ruderi della Villa di Nerone e a valle del più conosciuto monastero benedettino da cui prende il nome e a poche centinaia di metri dall’altro monastero di Santa Scolastica, sorella gemella di San Benedetto. Si raggiunge attraverso un comodo sentiero in leggera discesa da dove si raggiunge la sponda sinistra dell’Aniene tramite un ponte di legno, si risale su un sentiero ombroso e un poco sconnesso per raggiungere dopo un centinaio di metri il grazioso laghetto, il quale sembra sia l’unico superstite dei tre noti laghetti della villa neroniana. Per completare la giornata vale la pena visitare i due monasteri di San Benedetto, costruito su di una immensa parete curva di roccia del Monte Taleo e sorretto da nove alte arcate, ricco di opere bizantine de VIII secolo, del prezioso ritratto di San Francesco, dei notevoli affreschi di scuola senese e umbro-marchigiana che decorano la chiesa superiore, e del monastero di Santa Scolastica, il più antico d'Italia e il più antico monastero benedettino al mondo. Da non perdere anche la visita alla Rocca Abbaziale o Rocca dei Borgia, una roccaforte situata su una sommità al centro di Subiaco.
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venerdì 16 ottobre 2020
mercoledì 5 agosto 2020
MATERA la città dei Sassi
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lunedì 28 settembre 2015
Bracciano (Roma)
Bracciano è un comune della provincia di Roma, di poco meno di 20.000 abitanti, situato sulla sponda occidentale del lago omonimo, chiamato anche lago Sabatino dall’antico vulcano da cui è originato. Storia - Il territorio di Bracciano, come dimostrano numerosi reperti, è stato abitato fin da epoca etrusca, ma la formazione dell’insediamento urbano risale al medioevo.
Nell’XI secolo il territorio di Bracciano divenne proprietà della famiglia dei Prefetti di Vico, i quali nel 1418 lo cedettero al papa Martino V e da questi l’anno successivo fu ceduto per un triennio in vicariato ad un ramo della famiglia Orsini di Tagliacozzo, trasformandosi in breve tempo da piccolo borgo di pescatori e agricoltori in una fiorente cittadina. Nel 1470 gli Orsini costruirono il tuttora famoso Castello, intorno ad una vecchia rocca medioevale, risalente al 1200; Nel 1481 il castello ospitò papa Sisto IV, in fuga dalla peste che devastava la città di Roma, mentre nel 1494 il castello offrì ospitalità al re di Francia Carlo VIII ed alle sue truppe in marcia verso Napoli, facendo ottenere al Gentil Virginio Orsini una scomunica.
Due anni dopo il papa Alessandro VI Borgia dichiarò guerra agli Orsini assediando Bracciano, ma le truppe papali non riuscirono nemmeno a scalfire le difese del castello, al punto di desistere dopo qualche mese. Nel 1696 agli Orsini subentrarono gli Odescalchi, antica famiglia di origine comasca, che ancora ne godono la prpprietà. Il castello è aperto al pubblico dal 1952 per volere di Livio IV Odescalchi, ed è oggi visitabile e spesso viene usato per ricevimenti, celebrazioni di matrimoni e per altri eventi privati e culturali.
Diverse sono le attrazioni culturali di questa splendida cittadina, a cominciare dal Museo Civico, inaugurato nel 2006, dove si possono ammirare reperti storici, oggetti sacri, vestiti storici che ci riportano al passato. Il Museo Dell’Aeronautica Militare di Vigna di Valle, gestito interamente dall’Aeronautica Militare, dove è custodito del materiale aeronautico di grandissimo interesse storico e culturale, dalle prime attrezzature pionieristiche fino ad esemplari di aerei della prima e seconda guerra mondiale. Il Duomo di Bracciano o di Santo Stefano, chiesa di origine medievale che vale la pena di visitare, con i suoi interni di stile barocco e con i suoi continui ampliamenti e ristrutturazioni nel corso dei secoli. La Chiesa di Santa Maria Novella, la chiesa principale del centro storico di Bracciano, accanto al Museo Civico e a pochi metri dal Castello. La Sentinella, uno dei più bei belvedere di Bracciano dal quale si può godere di una suggestiva vista sul lago. Prodotti tipici. - Essendo Bracciano un paese sulle rive di un lago, i suoi prodotti sono di natura ittica, a cominciare dal “Coregone” arrosto, i filetti di trinca impanati, i filetti di luccio, l’anguilla al vino o alla cacciatora; ottima anche la carne di maiale e maremmana, mentre tra i primi piatti troneggiano le fettuccine e le pappardelle all’uovo con sugo di cinghiale o ai funghi porcini.
Nell’XI secolo il territorio di Bracciano divenne proprietà della famiglia dei Prefetti di Vico, i quali nel 1418 lo cedettero al papa Martino V e da questi l’anno successivo fu ceduto per un triennio in vicariato ad un ramo della famiglia Orsini di Tagliacozzo, trasformandosi in breve tempo da piccolo borgo di pescatori e agricoltori in una fiorente cittadina. Nel 1470 gli Orsini costruirono il tuttora famoso Castello, intorno ad una vecchia rocca medioevale, risalente al 1200; Nel 1481 il castello ospitò papa Sisto IV, in fuga dalla peste che devastava la città di Roma, mentre nel 1494 il castello offrì ospitalità al re di Francia Carlo VIII ed alle sue truppe in marcia verso Napoli, facendo ottenere al Gentil Virginio Orsini una scomunica.
Diverse sono le attrazioni culturali di questa splendida cittadina, a cominciare dal Museo Civico, inaugurato nel 2006, dove si possono ammirare reperti storici, oggetti sacri, vestiti storici che ci riportano al passato. Il Museo Dell’Aeronautica Militare di Vigna di Valle, gestito interamente dall’Aeronautica Militare, dove è custodito del materiale aeronautico di grandissimo interesse storico e culturale, dalle prime attrezzature pionieristiche fino ad esemplari di aerei della prima e seconda guerra mondiale. Il Duomo di Bracciano o di Santo Stefano, chiesa di origine medievale che vale la pena di visitare, con i suoi interni di stile barocco e con i suoi continui ampliamenti e ristrutturazioni nel corso dei secoli. La Chiesa di Santa Maria Novella, la chiesa principale del centro storico di Bracciano, accanto al Museo Civico e a pochi metri dal Castello. La Sentinella, uno dei più bei belvedere di Bracciano dal quale si può godere di una suggestiva vista sul lago. Prodotti tipici. - Essendo Bracciano un paese sulle rive di un lago, i suoi prodotti sono di natura ittica, a cominciare dal “Coregone” arrosto, i filetti di trinca impanati, i filetti di luccio, l’anguilla al vino o alla cacciatora; ottima anche la carne di maiale e maremmana, mentre tra i primi piatti troneggiano le fettuccine e le pappardelle all’uovo con sugo di cinghiale o ai funghi porcini.
domenica 10 maggio 2015
Civitavecchia (Roma)
Civitavecchia è un comune italiano di circa 53.000 abitanti della provincia di Roma Capitale , si affaccia sul mar Tirreno, quindi la sua storia è da sempre prettamente marinara e commerciale, tanto da essere il porto tra i più importanti d'Italia e d’Europa per numero di passeggeri annui in transito. I primi insediamenti avvennero in epoca etrusca, infatti in tutto il territorio di Civitavecchia sono presenti resti di tombe etrusche e si può ipotizzare che anche in epoca preromana, in corrispondenza dell'attuale centro città, fiorisse un piccolo insediamento etrusco.
In origine veniva chiamata Centumcellae, nome che si ipotizza abbia diverse origini, come ad esempio il riferimento alle numerose insenature naturali che erano presenti sulla costa, oppure ai numerosi ambienti costruiti nella darsena per la raccolta merci, o ancora alle cento stanze della Villa Imperiale. Si suppone quindi che Civitavecchia abbia avuto i natali intorno all’anno 107 e che qualche anno dopo sia terminata la costruzione del porto. La città fu sotto il controllo di Bisanzio, che la strappò ai Goti nel 537 d.C., fino all’anno 728 quando passò sotto il dominio dello Stato Pontificio. Nella sua storia si narra di una invasione saracena nell’anno 828, che costrinse la popolazione a rifugiarsi in aperta campagna fino a quando un vecchio marinaio, Leandro non la riconvinse a ritornare sul litorale. Durante la seconda guerra mondiale, la città di Civitavecchia venne rasa al suolo dalle bombe alleate durante i numerosissimi bombardamenti effettuati dal 14 maggio 1943 al giugno 1944. Fu anche luogo di forte movimento partigiano, nonostante Mussolini facesse frequenti visite in questa. 
Monumenti e luoghi di interesse - Cattedrale, nel centro storico della città, intitolata a San Francesco D’Assisi; Chiesa di S.Maria dell’Orazione, costruita nel 1685, ma conosciuta come Chiesa della Morte la più antica della città; Mura medievali, che cingono il centro cittadino, e su cui si apre il passaggio dell'Archetto, la porta a monte dell'antica cinta risalente al IX secolo; Il porto antico della città; il Forte Michelangelo , una fortezza terminata di costruire nel 1537 a protezione del Porto, sotto la direzione di Antonio da Sangallo il giovane. E’ chiamato così perché si ipotizza che il torrione centrale sia stato progettato da Michelangelo Buonarroti; la Fontana del Vanvitelli, situata all’interno del porto, commissionata nel 1740 dal papa Benedetto XIV all’architetto Luigi Vanvitelli e terminata nel 1743;
Terme della Ficoncella, apprezzate dai civitavecchiesi e non solo, chiamate così per l'albero di fico situato tra le vasche. Sono costituite appunto da vasche in pietra dove scorrono le acque solfato-calciche che superano i 40º, utili per trovare sollievo a artropatie, dermatiti e allergie; Il lungomare, rappresentato dal tratto centrale di Viale Garibaldi, dove sorgono alberghi, ristoranti e numerosi bar.
Il 28 aprile si celebra Santa Fermina, protettrice dei naviganti, con una processione in costume durante la quale la statua della Santa viene trasportata da un rimorchiatore presso il vecchio faro della città al suono incessante degli altri rimorchiatori. (immagini prese dal web)
In origine veniva chiamata Centumcellae, nome che si ipotizza abbia diverse origini, come ad esempio il riferimento alle numerose insenature naturali che erano presenti sulla costa, oppure ai numerosi ambienti costruiti nella darsena per la raccolta merci, o ancora alle cento stanze della Villa Imperiale. Si suppone quindi che Civitavecchia abbia avuto i natali intorno all’anno 107 e che qualche anno dopo sia terminata la costruzione del porto. La città fu sotto il controllo di Bisanzio, che la strappò ai Goti nel 537 d.C., fino all’anno 728 quando passò sotto il dominio dello Stato Pontificio. Nella sua storia si narra di una invasione saracena nell’anno 828, che costrinse la popolazione a rifugiarsi in aperta campagna fino a quando un vecchio marinaio, Leandro non la riconvinse a ritornare sul litorale. Durante la seconda guerra mondiale, la città di Civitavecchia venne rasa al suolo dalle bombe alleate durante i numerosissimi bombardamenti effettuati dal 14 maggio 1943 al giugno 1944. Fu anche luogo di forte movimento partigiano, nonostante Mussolini facesse frequenti visite in questa. 
Monumenti e luoghi di interesse - Cattedrale, nel centro storico della città, intitolata a San Francesco D’Assisi; Chiesa di S.Maria dell’Orazione, costruita nel 1685, ma conosciuta come Chiesa della Morte la più antica della città; Mura medievali, che cingono il centro cittadino, e su cui si apre il passaggio dell'Archetto, la porta a monte dell'antica cinta risalente al IX secolo; Il porto antico della città; il Forte Michelangelo , una fortezza terminata di costruire nel 1537 a protezione del Porto, sotto la direzione di Antonio da Sangallo il giovane. E’ chiamato così perché si ipotizza che il torrione centrale sia stato progettato da Michelangelo Buonarroti; la Fontana del Vanvitelli, situata all’interno del porto, commissionata nel 1740 dal papa Benedetto XIV all’architetto Luigi Vanvitelli e terminata nel 1743;
Terme della Ficoncella, apprezzate dai civitavecchiesi e non solo, chiamate così per l'albero di fico situato tra le vasche. Sono costituite appunto da vasche in pietra dove scorrono le acque solfato-calciche che superano i 40º, utili per trovare sollievo a artropatie, dermatiti e allergie; Il lungomare, rappresentato dal tratto centrale di Viale Garibaldi, dove sorgono alberghi, ristoranti e numerosi bar.
Il 28 aprile si celebra Santa Fermina, protettrice dei naviganti, con una processione in costume durante la quale la statua della Santa viene trasportata da un rimorchiatore presso il vecchio faro della città al suono incessante degli altri rimorchiatori. (immagini prese dal web)
lunedì 26 gennaio 2015
Arpino (Frosinone)
Arpino è un comune italiano di circa 7 500 abitanti della provincia di Frosinone, nel Lazio. La città di Arpino si sviluppa sul versante sinistro della valle del fiume Liri, situandosi in collina ad un'altitudine di circa 450 m s.l.m. Il centro è dominato dall'acropoli, detta Civitavecchia d'Arpino (650 m). STORIA. - Non si conosce l'esatta età della fondazione di Arpino, ma alcuni ritrovamenti archeologici ne dimostrano le origini volsciche, popolo di origini incerte. Le tradizioni locali insieme ad una serie di iscrizioni ancora visibili, fanno risalire la fondazione della città al dio Saturno o ai Pelasgi, analogamente alle altre città del Lazio meridionale dette città saturnie. Tale tradizione di fondazione, unitamente alla fierezza per i tanti figli illustri che hanno contribuito alla crescita e alla grandezza di Roma antica, è scolpita in una orgogliosa lapide in lingua latina posta sulla porta medievale di ingresso da est ad Arpino, detta Porta Napoli;
la traduzione italiana dice espressamente: O VIANDANTE, STAI ENTRANDO IN ARPINO, FONDATA DA SATURNO, CITTA' DEI VOLSCI, MUNICIPIO DEI ROMANI, PATRIA DI MARCO TULLIO CICERONE PRINCIPE DELL'ELOQUENZA E DI CAIO MARIO SETTE VOLTE CONSOLE. L'AQUILA TRIONFALE, PRESO IL VOLO DA QUI ALL'IMPERO, SOTTOMISE A ROMA TUTTO IL MONDO. RICONOSCI IL SUO PRESTIGIO, E VIVI IN SALUTE. Gaio Mario, che ne fu illustre cittadino, donò alla città alcuni territori conquistati nella Gallia Narbonense dopo la Battaglia dei Campi Raudii nel 101 a.C., ma cominciò la sua decadenza con l’avvento di suo cognato Lucio Cornelio Silla dittatore romano nonchè suo cognato.
Anche l'avvocato, politico e filosofo romano Marco Tullio Cicerone nacque ad Arpino nel 106 a.C.; egli è una vera gloria di Arpino, e la sua città fu spesso citata nelle sue opere con orgoglio e anche con nostalgia; in tempi moderni sono stati appellati con il suo nome il corso principale della città, lo storico Convitto Nazionale Tulliano, il Liceo Ginnasio Tulliano e la Torre medievale dell'Acropoli di Arpino.
DA VISITARE. - Torre medievale di Cicerone nell'Acropoli, a Civitavecchia d’Arpino, chiamata appunto “di Cicerone” per la credenza popolare secondo la quale i ruderi romani dell'Acropoli fossero i resti dell'antica residenza di Cicerone. Oltre al torrione, ospitava vari altri manufatti di origine romana, oltre ad un arco a sesto acuto, che rappresenta la porta del borgo stesso. - Castello Ladislao. Situato sulle pendici della collina di Civita Falconara, il Castello prende il nome dal re di Napoli, Ladislao I (1376-1414) della dinastia Durazzo d’Angiò, che, secondo fonti antiche, si trasferì in questa dimora per un certo periodo. In Piazza Municipio, si può ammirare la statua in bronzo raffigurante Cicerone scolpita nel 1958 dallo scultore Ferruccio Vecchi e quella raffigurante Gaio Mario.
MANIFESTAZIONI - La più rappresentativa è senza dubbio il “Certamen Ciceronianum Arpinas”, gara istituita nel 1980 dal Liceo-Ginnasio “Tulliano” che vede come partecipanti gli studenti dell’ultimo anno dei licei classici sia italiani che stranieri. Gli studenti si cimentano nei giorni 8-9-10 maggio di tutti gli anni, nella traduzione e nel commento di un brano di Cicerone tratto da una delle sue tante opere.
Il Gonfalone di Arpino - Il 20, 21 , 22 e 23 Agosto 2015 le Contrade e i Quartieri di Arpino, si sfideranno nelle tradizionali gare per la conquista dell’ambito drappo del Gonfalone della città di Cicerone, quest’anno giunto alla sua 45° edizione.
la traduzione italiana dice espressamente: O VIANDANTE, STAI ENTRANDO IN ARPINO, FONDATA DA SATURNO, CITTA' DEI VOLSCI, MUNICIPIO DEI ROMANI, PATRIA DI MARCO TULLIO CICERONE PRINCIPE DELL'ELOQUENZA E DI CAIO MARIO SETTE VOLTE CONSOLE. L'AQUILA TRIONFALE, PRESO IL VOLO DA QUI ALL'IMPERO, SOTTOMISE A ROMA TUTTO IL MONDO. RICONOSCI IL SUO PRESTIGIO, E VIVI IN SALUTE. Gaio Mario, che ne fu illustre cittadino, donò alla città alcuni territori conquistati nella Gallia Narbonense dopo la Battaglia dei Campi Raudii nel 101 a.C., ma cominciò la sua decadenza con l’avvento di suo cognato Lucio Cornelio Silla dittatore romano nonchè suo cognato.
Anche l'avvocato, politico e filosofo romano Marco Tullio Cicerone nacque ad Arpino nel 106 a.C.; egli è una vera gloria di Arpino, e la sua città fu spesso citata nelle sue opere con orgoglio e anche con nostalgia; in tempi moderni sono stati appellati con il suo nome il corso principale della città, lo storico Convitto Nazionale Tulliano, il Liceo Ginnasio Tulliano e la Torre medievale dell'Acropoli di Arpino.
DA VISITARE. - Torre medievale di Cicerone nell'Acropoli, a Civitavecchia d’Arpino, chiamata appunto “di Cicerone” per la credenza popolare secondo la quale i ruderi romani dell'Acropoli fossero i resti dell'antica residenza di Cicerone. Oltre al torrione, ospitava vari altri manufatti di origine romana, oltre ad un arco a sesto acuto, che rappresenta la porta del borgo stesso. - Castello Ladislao. Situato sulle pendici della collina di Civita Falconara, il Castello prende il nome dal re di Napoli, Ladislao I (1376-1414) della dinastia Durazzo d’Angiò, che, secondo fonti antiche, si trasferì in questa dimora per un certo periodo. In Piazza Municipio, si può ammirare la statua in bronzo raffigurante Cicerone scolpita nel 1958 dallo scultore Ferruccio Vecchi e quella raffigurante Gaio Mario.
MANIFESTAZIONI - La più rappresentativa è senza dubbio il “Certamen Ciceronianum Arpinas”, gara istituita nel 1980 dal Liceo-Ginnasio “Tulliano” che vede come partecipanti gli studenti dell’ultimo anno dei licei classici sia italiani che stranieri. Gli studenti si cimentano nei giorni 8-9-10 maggio di tutti gli anni, nella traduzione e nel commento di un brano di Cicerone tratto da una delle sue tante opere.
Il Gonfalone di Arpino - Il 20, 21 , 22 e 23 Agosto 2015 le Contrade e i Quartieri di Arpino, si sfideranno nelle tradizionali gare per la conquista dell’ambito drappo del Gonfalone della città di Cicerone, quest’anno giunto alla sua 45° edizione.
mercoledì 14 gennaio 2015
Sardegna d'estate
La Sardegna, con i suoi 1896 chilometri di coste, quasi sempre di aspetto selvaggio ed incontaminato, col suo mare limpidissimo dalle mille sfumature di blue verde, col suo clima piacevolmente temperato, è una delle mete preferite dal turismo internazionale. Molte sono le spiagge che la circondano, alcune famose, molte altre sconosciute ma non meno belle, che lasciano incantati quelli che da anni e anni le conoscono e le frequentano. In questo post ne voglio descrivere alcune frequentate personalmente nelle molte volte che ho avuto occasione di trascorrere dei periodi in questa meravigliosa isola, fatta oltre che di spiagge incantevoli e paesaggi bellissimi, anche di persone meravigliose ed ospitali come poche al mondo. 1) – CALA MORESCA (GolfoAranci). Meravigliosa spiaggetta con un piccolo molo di attracco; alle spalle una pineta e tra la macchia mediterranea una fornace abbandonata che all’epoca serviva per la produzione di calce, interessante esempio di archeologia industriale.
Proprio dietro l’arenile, con una mulattiera (chiusa da un ben visibile cancello) si può salire a piedi fino ai 342 metri d’altezza del vecchio faro, con straordinarie viste panoramiche. Natura solitaria e selvaggia; di piccole dimensioni; sabbia dorata, fine; mare verde, acqua limpida con fondali bassi e sabbiosi; affollata in alta stagione; non tanto pulita, con frequenti banchi di posidonie spiaggiate.
Cala Moresca fa parte dell'area della Riserva Naturale Regionale, fra cui il canale di Cala Moresca e l'isolotto di Figarolo, habitat di lepri, mufloni e falchi pellegrini, mentre nei suoi fondali ospitano diverse specie di pesci.
2) - PITTULONGU - Olbia (OT) - È tradizionalmente la spiaggia degli olbiesi, per la sua comoda posizione, poco a nord della città. Il lido di Pittulongu consta di diverse spiagge, tutte molto belle e apprezzate.
La Playa, sicuramente è la più frequentata e la più attrezzata, con una splendida vista sull'isola di Tavolara. Le due spiagge dello Squalo e del Pellicano, belle e accoglienti, quest’ultima divisa solamente da un gruppo di rocce dalla spiaggia Mare e Rocce. Sabbia bianca, fine, mare azzurro, poco profondo; affollatissima in alta stagione.
3) PORTO ISTANA – Olbia (OT). E' un insieme di quattro spiaggette, separate fra loro da piccole scogliere rosate, che si estendono alla base meridionale del promontorio di Capo Ceraso.
Magnifica vista della costa e delle isole di Tavolara e Molara. ; sabbia bianca, fine; mare verde-azzurro, poco profondo; affollatissima in alta stagione; abbastanza pulita, talvolta con banchi di posidonie spiaggiate. 4) CALA BRANDINCHI (San Teodoro) - Si trova nella località di Capo Coda Cavallo, nel comune di San Teodoro. La spiaggia ha un fondo di sabbia chiara molto fine, dai riflessi brillanti, ed è circondata da una pineta e da dune. Ospita anche un piccolo molo, adatto alle imbarcazioni da diporto di piccole dimensioni.
Cala Brandinchi è caratterizzata da un basso fondale che rende sicuro il gioco dei bambini. Proprio da questa spiaggia il 17 ottobre del 1867, dopo una fortunosa fuga da Caprera, Giuseppe Garibaldi si imbarcò sulla “San Francesco” per raggiungere Piombino e tentare di liberare Roma. In quell’occasione l’Eroe dei due Mondi ricevette un prezioso aiuto da parte delle genti di Gallura.
5) CALA BANANA (Golfo Aranci) - Il nome è dato dalla forma della costa, molto somigliante ad una banana.
Sono due spiagge (Cala Banana e Nodu Pianu) divise fra loro da alcuni scogli, facilmente superabili tramite un sentiero sabbioso. Natura solitaria e selvaggia; di medie dimensioni; sabbia bianca, fine; mare azzurro, poco profondo; affollata in alta stagione; abbastanza pulita, talvolta con banchi di posidonie spiaggiate.
6) CALA LUNA (Orosei) – E’ una spiaggia del Golfo di Orosei, in provincia di Nuoro. La spiaggia rappresenta la foce di un torrente ed è caratteristica per la presenza di alcune grotte o insenature nella parte antistante alla battigia, dovute all'azione di erosione del mare sulla roccia di origine calcarea.
Si può raggiungere agevolmente via mare, attraverso il servizio fornito da alcune imbarcazioni che effettuano la spola con il vicino porto di Cala Gonone. Raggiungere la spiaggia via terra richiede un paio d'ore, con il sentiero che parte da Cala Fuili, un saliscendi sulle scogliere abbastanza impegnativo che sovrasta le grotte del Bue Marino. Cala Luna ha sabbia chiara grossa mista a sassi.
Si presenta stretto da ripide pareti di roccia che si aprono sulla spiaggia con ampi grottoni in cui trovare riparo dalla calura estiva. Questo angolo di natura è stato scelto quale set per il film "Travolti da un insolito destino" con Mariangela Melato.
Proprio dietro l’arenile, con una mulattiera (chiusa da un ben visibile cancello) si può salire a piedi fino ai 342 metri d’altezza del vecchio faro, con straordinarie viste panoramiche. Natura solitaria e selvaggia; di piccole dimensioni; sabbia dorata, fine; mare verde, acqua limpida con fondali bassi e sabbiosi; affollata in alta stagione; non tanto pulita, con frequenti banchi di posidonie spiaggiate.
Cala Moresca fa parte dell'area della Riserva Naturale Regionale, fra cui il canale di Cala Moresca e l'isolotto di Figarolo, habitat di lepri, mufloni e falchi pellegrini, mentre nei suoi fondali ospitano diverse specie di pesci.
2) - PITTULONGU - Olbia (OT) - È tradizionalmente la spiaggia degli olbiesi, per la sua comoda posizione, poco a nord della città. Il lido di Pittulongu consta di diverse spiagge, tutte molto belle e apprezzate.
La Playa, sicuramente è la più frequentata e la più attrezzata, con una splendida vista sull'isola di Tavolara. Le due spiagge dello Squalo e del Pellicano, belle e accoglienti, quest’ultima divisa solamente da un gruppo di rocce dalla spiaggia Mare e Rocce. Sabbia bianca, fine, mare azzurro, poco profondo; affollatissima in alta stagione.
3) PORTO ISTANA – Olbia (OT). E' un insieme di quattro spiaggette, separate fra loro da piccole scogliere rosate, che si estendono alla base meridionale del promontorio di Capo Ceraso.
Magnifica vista della costa e delle isole di Tavolara e Molara. ; sabbia bianca, fine; mare verde-azzurro, poco profondo; affollatissima in alta stagione; abbastanza pulita, talvolta con banchi di posidonie spiaggiate. 4) CALA BRANDINCHI (San Teodoro) - Si trova nella località di Capo Coda Cavallo, nel comune di San Teodoro. La spiaggia ha un fondo di sabbia chiara molto fine, dai riflessi brillanti, ed è circondata da una pineta e da dune. Ospita anche un piccolo molo, adatto alle imbarcazioni da diporto di piccole dimensioni.
Cala Brandinchi è caratterizzata da un basso fondale che rende sicuro il gioco dei bambini. Proprio da questa spiaggia il 17 ottobre del 1867, dopo una fortunosa fuga da Caprera, Giuseppe Garibaldi si imbarcò sulla “San Francesco” per raggiungere Piombino e tentare di liberare Roma. In quell’occasione l’Eroe dei due Mondi ricevette un prezioso aiuto da parte delle genti di Gallura.
5) CALA BANANA (Golfo Aranci) - Il nome è dato dalla forma della costa, molto somigliante ad una banana.
Sono due spiagge (Cala Banana e Nodu Pianu) divise fra loro da alcuni scogli, facilmente superabili tramite un sentiero sabbioso. Natura solitaria e selvaggia; di medie dimensioni; sabbia bianca, fine; mare azzurro, poco profondo; affollata in alta stagione; abbastanza pulita, talvolta con banchi di posidonie spiaggiate.
6) CALA LUNA (Orosei) – E’ una spiaggia del Golfo di Orosei, in provincia di Nuoro. La spiaggia rappresenta la foce di un torrente ed è caratteristica per la presenza di alcune grotte o insenature nella parte antistante alla battigia, dovute all'azione di erosione del mare sulla roccia di origine calcarea.
Si può raggiungere agevolmente via mare, attraverso il servizio fornito da alcune imbarcazioni che effettuano la spola con il vicino porto di Cala Gonone. Raggiungere la spiaggia via terra richiede un paio d'ore, con il sentiero che parte da Cala Fuili, un saliscendi sulle scogliere abbastanza impegnativo che sovrasta le grotte del Bue Marino. Cala Luna ha sabbia chiara grossa mista a sassi.
Si presenta stretto da ripide pareti di roccia che si aprono sulla spiaggia con ampi grottoni in cui trovare riparo dalla calura estiva. Questo angolo di natura è stato scelto quale set per il film "Travolti da un insolito destino" con Mariangela Melato.
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