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sabato 30 settembre 2017

30 Settembre 1955, muore il mito James Dean

Il 30 settembre di 62 anni fa in una stradina di Cholame, un piccolo paese della California, a causa di un incidente stradale con la sua Porshe 550 Spider, il mondo della celluloide perdeva uno degli attori emergenti del secolo, James Dean. Nato a Marion, nell'Indiana, l'8 febbraio 1931, James Dean ebbe un'infanzia abbastanza travagliata, la mamma morì di cancro all'utero nel 1940 ed il  padre lo mandò a vivere presso dei parenti, ritornando con lui e la matrigna soltanto nel 1949. Iniziò gli studi in giurisprudenza, salvo poi   abbandonarli  quando si trasferì alla University of California per intraprendere la specializzazione in discipline teatrali, scontrandosi non poco con il padre e decidendo di lasciare la casa paterna. James Dean cominciò la sua carriera con uno spot televisivo per la Pepsi-Cola e da lì abbandonò il College per concentrarsi sulla sua carriera che cominciava a prender vita, ma trovò serie difficoltà nel lavoro a Hollywood e riuscì a pagarsi da vivere solo lavorando come custode in un parcheggio. Su consiglio di amici si trasferì a New York e lì iniziò il suo successo, partecipando a diversi programmi televisivi come Kraft television, Studio one. Il suo primo ruolo da protagonista nel cinema lo ebbe nel 1955 nel film "La valle dell'Eden", con il quale ricevette una nomination al Premio Oscar per il ruolo di miglior attore protagonista (fu la prima nomination postuma nella storia dell'Academy Award). Dopo questo film ne seguirono altri due nei quali ebbe il ruolo da protagonista, Gioventù bruciata, film con il quale Dean divenne un simbolo della gioventù moderna, e Il gigante (Giant) del 1955, per il quale ottenne ancora una nomination per l'Oscar. Nel 1957, in suo omaggio, venne girato “James Dean: The first American Teenager”, per la regia di Robert Altman e George W. George. L'Empire Magazine lo inserisce tra le cento stelle cinematografiche di tutti i tempi. James Byron Dean ora riposa al Park Cemetery di Fairmount, nell'Indiana.

mercoledì 9 settembre 2015

9 Settembre 1998: Muore il grande Lucio Battisti

Un mercoledì mattina triste quel 9 settembre di diciassette anni fa, a Milano cessava di vivere il mito della musica italiana, il grande Lucio Battisti. Era ricoverato in una clinica milanese dalla fine di agosto, quando per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute venne trasferito d’urgenza l’8 settembre all’Ospedale San Paolo del capoluogo lombardo. Morirà il giorno dopo alle otto di mattina.

Lucio Battisti era nato a Poggio Bustone (Rieti) il 5 marzo 1943 e ben presto si trasferì a Roma(1950). All’età di dodici anni chiese e ottenne dai genitori una chitarra, cominciando così la sua attività di autodidatta con lo strumento che lo accompagnerà nella sua carriera artistica. Per un breve periodo trascurò gli studi per la musica, suscitando le ire del padre che lo minacciò di fargli prestare il servizio di leva nonostante fosse figlio di invalido di guerra e avesse il diritto all’esenzione. I due vennero ad un accordo, Lucio si diplomò perito elettronico nel 1962, ottenendo dal padre la possibilità di guadagnarsi da vivere con la musica per tutto il tempo che avrebbe dovuto dedicare alla naja.
Dopo i primi anni di magre soddisfazioni a Napoli prima e Roma poi, Battisti si trasferì a Milano per suonare con il gruppo “I Campioni". Nel 1965 venne notato da Christine Leroux, un'editrice musicale di origine francese, cacciatrice di talenti per la casa discografica Ricordi, e fu lei a organizzare il fortunoso incontro con Giulio Rapetti, in arte Mogol. Battisti esordì come solista nel febbraio 1966 con la canzone “Adesso sì”, che Sergio Endrigo portò a Sanremo, mentre il suo primo 45 giri fu “Dolce di giorno/Per una lira”; il successo fu alquanto scarso, mentre le due canzoni vennero successivamente interpretate rispettivamente dai Dik Dik e dai Ribelli. Il 1969 lo vede partecipare per l’unica volta al Festival Di Sanremo con il brano “Un’avventura” cantato in coppia con Wilson Pickett, ma nonostante molte critiche la sua popolarità crebbe. Nello stesso anno uscì il suo primo album, intitolato Lucio Battisti, e qualche giorno dopo il suo secondo 45 giri "Acqua azzurra, acqua chiara/Dieci ragazze". Con il il terzo singolo dell'anno, “Mi ritorni in mente/7 e 40”, Battisti arrivò al primo posto in Hit Parade. Da quel momento il successo di Lucio Battisti aumentò esponenzialmente disco dopo disco, riuscendo, nel 1973, a conquistare il primo ed il secondo posto in classifica con Il mio canto libero e “Il nostro caro angelo”. Nel 1970 vince il Festivalbar con la canzone “Fiori rosa fiori di pesco”. Nonostante il successo come cantante, Battisti non rinuncia a scrivere brani per altri cantanti, tra i quali Patty Pravo, Bruno Lauzi, Mina, Equipe 84. Nei primi anni 80 termina il sodalizio con Mogol ed il successo di Lucio Battisti non raggiunse più i livelli degli anni passati.

martedì 11 agosto 2015

MAL ( and the Primitives)

Paul Bradley Couling, meglio conosciuto come Mal dei Primitives, è nato il 27 febbraio 1944 a Llanfrechfa, nel Galles, ma ben presto si trasferisce a Oxford. Non era molto portato nello studio, e dopo aver lavorato nella consegna dei giornali inizia l’attività di elettricista. La prima vera esperienza di cantante l’acquisì con gli “Spirits”, un gruppo musicale inglese, scegliendo di lasciare anche il lavoro di elettricista con il disappunto dei genitori. Dopo alcuni single incisi in terra inglese, “Mal Ryder and the Spirits”, cosi si chiamava il gruppo, emigrarono in Germania, ma appena ritornarono in Inghilterra , nel 1965, si sciolsero perché il chitarrista lasciava il gruppo per sposarsi. Fu in quel periodo che un altro gruppo, i Primitives, gli chiesero di entrare nella loro formazione. E fu così che “Mal and the Primitives” sbarcarono in Italia, grazie all’ideatore del Piper di Roma Alberico Crocetta, che li scritturò per alcune serate a Viareggio e Roma. In Italia debuttò con il disco “Yeeaah” con cui vinse il Festival di Ariccia nel 1966. L’anno successivo si presentò al Cantagiro con la canzone “L’incidente”, poi passò alla casa discografica RCA ed nanellò un successo dietro l’altro: “Bambolina”, “Betty Blu”, “Tu sei bella come sei” (Sanremo 69), “Sole pioggia e vento” (Sanremo 70). Nell’estate 1969 uscì “Pensiero d’amore”, forse il suo successo più grande, che rimase in testa alle classifiche per ben otto settimane e che gli fece conquistare la Maschera d’Argento e lo rese protagonista di un film omonimo. Con l’arrivo dei cantautori nel 1972, Mal cominciò a girare il mondo portando i successi italiani agli emigrati italiani. Nel 1977, tornato in Italia, Mal ebbe un enorme successo interpretando la sigla della famosa serie televisiva “Furia” che riuscì a vendere in poche settimane un milione e trecentomila copie di dischi. Ha partecipato con successo alla trasmissione ”Una rotonda sul mare” condotta da Red Ronnie e negli ultimi anni 90 torna in auge non solo come cantante, ma anche come attore nella versione italiana del musical Grease, interpretato insieme a Lorella Cuccarini. Dal 2010 Mal porta in giro il suo nuovo spettacolo dal titolo "Attimi Tour" e continua a cantare le sue canzoni vecchie e nuove in tutta Italia. Attualmente vive a Pordenone.

mercoledì 29 luglio 2015

I Dik Dik

I Dik Dik sono un gruppo musicale italiano formatosi nel 1965. La formazione iniziale era composta da:Giancarlo Sbriziolo (Lallo): voce, chitarra basso; Erminio Salvaderi (Pepe): chitarra ritmica, tastiere, seconda voce; Pietro Montalbetti (Pietruccio): chitarra solista; Mario Totaro: tastiere; Sergio Panno: batteria. Il loro debutto avviene nel 1965 con l’incisione del singolo “123” e nella facciata B “Se rimani con me”, scritta da uno sconosciuto Lucio Battisti, prima dell'incontro con il paroliere Mogol. L'anno seguente, Mogol segnala a Pietruccio Montalbetti un brano che negli Stati Uniti sta riscuotendo un successo clamoroso, “California Dreamin”, cantata da The Mamas & the Papas, il quale rimane colpitodal susseguirsi delle voci e dalla melodia, e convince Mogol a tradurla in italiano. Nacque così “Sognando la California” che riscuote un notevole successo e permette ai cinque ragazzi di entrare nel mondo professionistico e di lasciare i lavori precedenti. Nella facciata B vi è "Dolce di giorno", scritta dalla coppia Mogol e Lucio Battisti, che hanno iniziato a collaborare. Inizia per i Dik Dik un periodo di successi: nel 1967, incidono “Il mondo è con noi” , “Inno” , Senza luce, una cover opera di Mogol della famosissima “A Whiter Shade of Pale” dei Procol Harum; nel1968, “Il vento” sempre di Mogol e Battisti, in facciata B “L'eschimese”, mentre l'anno seguente incidono un altro grande successo, “ Il primo giorno di primavera”, con Lucio Battisti alla chitarra acustica. Nei due anni successivi, 69-70 si presentano al Festival di Sanremo rispettivamente con “Zucchero”, in coppia con Rita Pavone e con “Io mi fermo qui” in coppia con Donatello. Sisusseguono altri successi come “L'isola di Wight”, “Vendo casa”, “Viaggio di un poeta”. Nel 1974, Panno e Totaro lasciano il gruppo ed entrano a farne parte Roberto Carlotto alle tastiere e Nunzio "Cucciolo" Favia alla batteria. Segue un periodo di appannamento durante il quale esce dal gruppo la voce storica Giancarlo "Lallo" Sbriziolo, sostituito dal chitarrista Roberto "Roby" Facini. L'anno seguente entra nel gruppo un altro chitarrista, Rosario Brancati mentre nel 1980 esce Roberto Carlotto ed entra il tastierista Joe Vescovi. Verso la fine degli anni ottanta partecipano alla trasmissione “Una rotonda sul mare”, dove ritrovano il successo che li porterà nel 1993 di nuovo al Festival di Sanremo insieme ai Camaleonti e a Maurizio Vandelli, ex voce degli Equipe 84, con la canzone Come passa il tempo, che pur esclusa dalla finale avrà un buon successo di vendite.

venerdì 10 luglio 2015

The Rokes

The Rokes è stato un gruppo musicale inglese, molto popolari negli anni 60 in Italia, vendendo più di 5 milioni di dischi. Il gruppo si forma in Inghilterra nel 1960 con il nome Shel Carson Combo, con Shel Shapiro alla voce e alla chitarra, Bobby Posner al basso, Mike Shepstone alla batteria e Vic Briggs alla chitarra solista, poi sostituito da Johnny Charlton. Shapiro diventa presto il leader del gruppo. Shepstone e Shapiro si conoscevano sin dalla scuola, e avevano suonato insieme nelle feste studentesche. Dopo un po’ di gavetta in patria, nell'autunno del 1962 anche gli Shel Carson Combo, come i Beatles qualche mese prima) si recano a suonare ad Amburgo. Al ritorno in madre patria vengono contattati da Colin Hicks ,cantante di rock and roll, per effettuare un tour in Italia. Durante il concerto, a Torino avviene il colpo di fortuna. Colin Hicks, ha un abbassamento di voce e non può cantare, viene chiesto agli Shel Carson Combo di suonare al suo posto: si esibiscono nel loro repertorio, costituito da cover di brani blues e rock'n'roll, e riscuotono un notevole successo. A questo punto il gruppo decide di cambiare nome, nasce così il gruppo “The Rokes”. Durante una serata all'Ambra Jovinelli di Roma vengono notati da Teddy Reno, manager di Rita Pavone, che li invita a partecipare come gruppo di accompagnamento alla tournée della cantante torinese. Teddy Reno diventa anche il loro produttore, procurando un contratto con la RCA, ed incidono il primo 45 giri, contenente sul lato A un classico del rock'n'roll dal titolo Shake, Rattle and Roll. Grazie a Teddy Reno partecipano nello stesso anno al Festival degli sconosciuti di Ariccia con "Un'anima pura", ottenendo un buon piazzamento. Anche la Rai si accorge di loro e vengono scritturati per lo spot pubblicitario dei gelati Algida su Carosello, e il loro caratteristico accento inglese nello slogan: «Posso dire una parola? C'è un Algida laggiù che mi fa gola» ne accresce la popolarità. Il grande successo venne però con la canzone "C'è una strana espressione nei tuoi occhi", versione italiana di When You Walk in the Room, scritta dalla cantautrice statunitense Jackie De Shannon ma portata al successo dai Searchers e incisa anche nello stesso periodo dai New Dada e da Gianni Morandi con un altro testo, che entra nelle prime posizioni della classifica, consentendo loro di incidere il primo album. Il biennio 1966-67 è quello in cui The Rokes, ormai definiti "i Beatles italiani", raggiungono l'apice del successo, grazie soprattutto a due singoli: "Che colpa abbiamo noi" , che si piazza al secondo posto in classifica allo storico Cantagiro del 1966 e conquista il primato nella classifica delle vendite di dischi a 45 giri, e "È la pioggia che va", (cover di Remember the Rain di Bob Lind, che verrà ripresa anche da Caterina Caselli),che arriva prima in classifica. Partecipano a tre edizioni del Festival di Sanremo, nel 1967 con “Bisogna saper perdere” in coppia con Lucio Dalla, nel 1968 con "Le opere di Bartolomeo” e nel 1969 con “Ma che freddo fa” in coppia con Nada, ottenendo risultati mediocri. Attualmente Shapiro è rimasto nel mondo musicale, sia come cantautore che come produttore e autore per altri interpreti. Johnny Charlton, che è anche pittore, ha aperto a Roma una galleria d'arte, la Galleria Charlton ed è un apprezzato esperto d'arte. Mike Shepstone, dopo una fugace apparizione come batterista con gli amici/nemici Equipe 84 a causa delle disavventure giudiziarie di Alfio Cantarella, è ritornato in Inghilterra, imitato da Robert Bobby Posner. (immagini prese dal web)

domenica 21 giugno 2015

Livio Berruti (Atletica leggera)

Livio Berruti (Torino, 19 maggio 1939). Campione italiano di atletica leggera, medaglia d’oro nei 200 metri alle XVII Olimpiadi di Roma del 1960. Quella medaglia fu un simbolo, dal momento che Berruti spezzò il dominio incontrastato degli USA in quella specialità e fu il primo atleta italiano a gareggiare e vincere una finale olimpica. Proveniente dalla buona borghesia piemontese, comincia a praticare sport durante gli anni di liceo, dedicandosi prima al salto in alto ed al tennis, fino a quando scopre la velocità dopo aver sfidato e battuto il campione della scuola nei 100 metri piani. Si dedica quindi anima e corpo a questa specialità, e a diciotto anni eguaglia il record italiano dei 100 metri con 10”4. L’anno successivo, nel 1958, Berruti ottiene il record mondiale juniores con 10”3, e ancora un anno dopo ottiene il record italiano dei 200 metri: a Malmoe in Svezia, con il tempo di 20"8. Nel 1960 Berruti scrisse la storia dell’atletica italiana conquistando la medaglia d’oro nei 200 metri piani battendo velocisti del calibro degli americani Norton, Johnson e Carney, e del favorito Seye. In quell’Olimpiade Berruti si innamorò di una sua collega americana, la famosa velocista Wilma Rudolph, ma fu un amore che non si concretizzò mai dal momento che, secondo quanto ha sempre detto il campione torinese, gli allenatori della squadra USA gli fecero capire che su Wilma aveva messo gli occhi un giovane pugile del Kentucky, che era a Roma per vincere l'oro dei mediomassimi, e che, se provocato, avrebbe potuto diventare aggressivo. Quel pugile che stava dietro a Wilma era un certo Cassius Clay. La carriera agonistica di Berruti fu poi abbastanza incostante. Partecipa alle Olimpiadi di Tokyo nel 1964 arrivando quinto nei 200 metri con il tempo di 20”78. Partecipa anche alle Olimpiadi di Città del Messico con la staffetta 4x100, arrivando settimo e ottenendo un nuovo primato italiano con 39"2, dopo di che a causa dei problemi ai tendini decide di ritirarsi. /immagine presa dal web)

lunedì 18 maggio 2015

I Corvi

I Corvi sono un gruppo beat storico italiano. Si formano a Parma nel 1965 ( Angelo Ravasini: voce, chitarra, Claudio Benassi: batterista, Fabrizio Levati, chitarra, Italo Gimmi Ferrari: basso ), ed iniziano ad esibirsi in lungo e in largo per i locali dell'Emilia Romagna proponendo cover di gruppi inglesi come Beatles e Rolling Stones ed americani. Oltre che per la loro musica, si contraddistinguono anche per un look strano: si esibiscono sempre indossando delle mantelline nere, per richiamare l'immagine del corvo. La loro musica giunge alle orecchie del direttore artistico dell'Ariston, Alfredo Rossi e,appena firmato il contratto, incidono “Un ragazzo di strada”, cover di I Ain't No Miracle Worker dei Brogues con un testo in italiano scritto da Nisa, storico collaboratore di Renato Carosone. Questo brano prende parte al Cantagiro dello stesso anno, riscuotendo un grande successo anche per l’esibizione insieme al gruppo di un corvo vero (chiamato Alfredo in onore del loro discografico che poi morì dimenticato nel furgone con gli strumenti) appollaiato sulla paletta del basso. Nello stesso anno incidono un altro 45 giri di successo, Bang bang, con nel lato B "Che notte ragazzi", inserita nella colonna sonora del film omonimo. Tutti questi brani sono raccolti nel primo album del gruppo, pubblicato nel 1966 ed intitolato Un ragazzo di strada. Nei primi mesi del 1967 incidono “Sospesa ad un filo”, dopodichè rompono il contratto con la Ariston e passano alla Bluebell, incidendo diversi 45 giri con mediocre successo, come “Bambolina” e “Datemi un biglietto d'aereo” . Nel 1969 dopo l’abbandono del chitarrista Fabrizio Levati il gruppo decide di sciogliersi. 30 anni dopo Angelo Ravasini ricostituisce un gruppo, con la stessa denominazione, ma con altri componenti, Stefano e Luigi Ravasini (figli di Angelo), Massimo Armani, Cristian Ferretti e Luca Sardella. Il 18 aprile 2000 muore a 53 anni Fabrizio "Billo" Levati; il 31 dicembre 2006 muore a 66 anni Gimmi Ferrari ed il 26 dicembre 2013 muore anche Angelo Ravasini. Nel 2014 il ritorno sulla scena nazionale: Claudio Benassi il batterista dei Corvi, unico superstite della storica band, ripropone il repertorio storico con lo stesso spirito della formazione originale.

venerdì 8 maggio 2015

New Trolls

Gruppo musicale rock progressivo italiano degli anni 60. All’inizio il gruppo si chiamava solamente Trolls, e comprendeva Pino Scarpettini (tastiere), Vittorio De Scalzi (voce e chitarra), Ugo Guido (voce e basso), Giulio Menin (batteria) e Piero Darini (chitarra e voce). Nel 1967 il gruppo cambiò nome in "New Trolls", cambiando anche formazione, che comprendeva così oltre a Vittorio De Scalzi (voce e chitarra), anche Nico Di Palo (voce e chitarra), Giorgio D'Adamo (basso), Mauro Chiarugi (tastiere) e Gianni Belleno (batteria e cori). Si fecero subito apprezzare per la loro bravura, al punto di essere scelti, sempre in quell’anno, da François Bonnier come gruppo musicale di apertura nei concerti italiani dei Rolling Stones. L’anno successivo parteciparono al ”Disco per l’estate” con il brano “Visioni” che andò oltre le 200.000 copie vendute e pubblicarono il loro primo album “Senza orario, senza bandiera” in collaborazione con Fabrizio De Andrè. Nel 1969 ci furono altri due 45 giri di successo, ”Davanti agli occhi miei” e “Una miniera” e l’anno dopo racchiusero tutti i singoli prodotti fino a quel momento in un albumchiamato “New Trolls”. Nel 1971 il gruppo incise quello che venne considerato dalla critica il suo gioiello, “Concerto grosso per i NewTrolls”, un'opera scritta dal musicista Luis Enriquez Bacalov ed eseguita appunto dal gruppo genovese. Da questo periodo in poi iniziarono dei dissapori interni che costrinsero il gruppo a frequenti cambi di formazione; il primo a lasciare la formazione fu Giorgio D’Adamo, sostituito da Frank Laugelli, poi ci furono dei progetti paralleli all’interno del gruppo stesso; Di Palo, Laugelli, Salvi e Belleno pubblicarono l'album Canti d'innocenza canti d'esperienza, mentre De Scalzi e D'Adamo diedero vita ai New Trolls Atomic System con Tullio D’Episcopo alla batteria. Fu poi la volta di Nico Di Palo aformare gli “Ibis”, incidendo due album con due diverse formazioni, la prima comprendeva Di Palo, Laugelli, Salvi e il batterista inglese Rick Parnell, mentre la seconda era formata da Di Palo, Laugelli, il batterista Pasquale Venditto e il chitarrista Renzo Tortora. Nel 1978 arrivarono due grandi successi, “Quella carezza della sera” e l’album “Aldebaran”. In seguito alla separazione del 1997, i New Trolls smettono di esistere con questo nome, in quanto esso può essere utilizzato solo con il consenso concorde dei titolari del marchio (Vittorio De Scalzi, Gianni Belleno, Ricky Belloni. Nel 1998 Nico Di Palo fu vittima di un grave incidente stradale che ne interruppe la carriera di chitarrista, intraprendendo quella di tastierista nel nuovo gruppo “Il mito New Trolls” e in seguito, qualche anno dopo, ne “La leggenda New Trolls.”

giovedì 2 aprile 2015

Equipe 84

Dopo un lungo peregrinare in diverse band musicali, Victor Sogliani, Maurizio Vandelli, Franco Ceccarelli e Alfio Cantarella alla fine del 1964 diedero vita al gruppo musicale di genere beat “Equipe 84. Sul nome deciso girano varie versioni, “equipe” perché si voleva avere un qualcosa di internazionale, mentre il numero 84 per alcuni era la somma delle età dei quattro componenti del gruppo mentre per altri pare ci fosse una relazione col noto brandy Stock 84. Il loro primo 45 giri, “Canarino va”, fu l’inno alla squadra di calcio del Modena, ma nonostante ebbe uno scarso successo, attirò l’attenzione del discografico Armando Sciascia, ed ebbero così il loro primo contratto.
I successivi due 45 giri, “Papà e mamma” e “ora puoi tornare”, vedono il gruppo orfano di Victor Sogliani per improrogabili impegni di “leva militare”, sostituito efficacemente da Romano Morandi. Il 1965 fu un anno eccezionale per l’Equipe 84, ben cinque dischi incisi e la partecipazione al Festival di Napoli e al più famoso Festival di Sanremo con la canzone “Un giorno tu mi cercherai”, cantata in coppia con un altro gruppo beat, “The Renegades”. Questo fu l’ultimo disco inciso per la casa discografica di Sciascia, la Vedette, passando quindi alla più nota Ricordi, incidendo con questa il famosissimo “Io ho in mente te”, versione italiana del brano “You were on my mind” di Barry McGuire, che vinse il Cantagiro 1966. Moltissime altre sono le canzoni di successo cantate dall’Equipe 84, alcune delle quali scritte dalla coppia Mogol-Battisti, come “29 Settembre”e “Nel cuore nell’anima”, e poi ancora “Bang bang”, “Auschwitz”, “Un angelo blu”, fino al successo del 1969 “Tutta mia la città”.
L’anno successivo il batterista Alfio Cantarella venne arrestato perché in possesso di un considerevole quantitativo di Hashish e cominciarono così i problemi per il gruppo, all’epoca il più famoso d’Italia. Pian piano si sfalda, prima con l’abbandono di Franco Ceccarelli, poi con il Leader Maurizio Vandelli che tenta l’avventura da solista, per poi rifondare insieme al bassista Sogliani la “Nuova Equipe 84 con Franz Di Cioccio alla batteria e Dario Baldan Bembo alle tastiere. Il nuovo gruppo incide due canzoni che riscuotono un notevole successo, “4 marzo 1943”, arrivato terzo a Sanremo in coppa coppia Lucio Dalla, e “Casa mia”. Tra abbandoni e vicissitudini varie si arriva al 1981 quando Maurizio Vandelli annuncia lo scioglimento del gruppo. Victor Sogliani e Franco Ceccarelli sono venuti a mancare rispettivamente nel 1995 e nel 2012.

venerdì 27 marzo 2015

Neil Sedaka

Neil Sedaka, nato a Brooklyn, NY il 13 marzo 1939) è un cantante pop/rock americano e compositore. I suoi genitori volevano che diventasse un pianista classico di fama, ma Sedaka scoprì la musica pop. A 13 anni un vicino di casa lo sentì suonare e lo presentò a suo figlio, Howard Greenfield, di qualche anno più grande, e con le loro canzoni divennero famosi in tutto il mondo. Il primo importante successo di Neil Sedaka fu The Diary, del 1958, con cui sfondò anche in Italia. Questo brano venne ispirato dalla cantante Connie Francis: durante una pausa di lavoro la cantante stava scrivendo sul suo diario, Sedaka le chiese se poteva leggerlo e si sentì rispondere con un secco no. Tuttavia i successivi due singoli non ebbero molto successo, ma si rifece ben presto, nel 1959, con la canzone “Oh Carol”, che raggiunse nella sua prima Top 10 hit, la posizione n ° 9 negli Stati Unti e il 1° posto nelle classifiche pop italiane nell’anno successivo. Fino al 1962 Sedaka sfornò una serie di singoli di successo, come “Calendar girl”, “Little Devil”, “Happy Birthday Sweet Sixteen”, “King of Cown”, poi, come per molti artisti, la sua fama si spense un pochino con l’avvento dei Beatles. La sua fama sfondò anche in Italia, con la traduzione in lingua italiana delle sue più famose canzoni, “Un giorno inutile”, “Esagerata”, “Il re dei Pagliacci”, “I capricci tuoi”, “la terza luna”, e naturalmente la punta di diamante Oh Carol. Neil Sedaka è sposato dal 1962 con Leba Strassberg, sposata nel 1962, e hanno due figli: Dara, che ha seguito le orme del padre nel campo della musica, e il figlio Marc, che ha abbracciato la carriera di sceneggiatore. (immagine presa dal web)

lunedì 2 marzo 2015

Paul Anka

Paul Albert Anka è un cantante canadese naturalizzato statunitense, nato ad Ottawa il 30 luglio 1941. Nel 1956, appena compiuto 15 anni, convinse i suoi genitori a lasciarlo partire per Los Angeles, dove cercò di mettersi in contato con diverse case discografiche alla ricerca di un provino. Questa decisione purtroppo non ebbe molto successo e quando Anka tornò a New York nel 1957, incontrò Don Costa, arrangiatore e compositore, il quale ebbe un ruolo fondamentale nel successo del giovane cantante. Successo che venne in quello stesso anno con la canzone “Diana”, un motivo autobiografico scritto in onore della baby sitter di famiglia, Diana Ayoub, più grande di lui di qualche anno, della quale Paul Anka si era innamorato senza essere corrisposto. Diana fu il primo di una lunga serie di successi, molte delle quali vennero tradotte e cantate anche in lingua italiana. Ricordiamo, tra gli altri, “You are my destiny” (sei nel mio destino), “Put your head on my shoulder” ( Abbandonati amore), “Every night” (Ogni notte), “Little devil” (Esagerata); “King of clown” (Il re dei pagliacci) e tante altre. Paul Anka è stato anche l’autore della versione inglese di “My Way”, famosa canzone lanciata da Frank Sinatra e riproposta in varie lingue da molti cantanti, tra i quali Elvis Presley, Mireille Mathieu, e ultimamente Michael Bubè; lo stesso Paul Anka ne registrò la sua versione nel 1969. La sua apparizione in Italia coincise con la sua presenza al Festival di Sanremo del 1964, quando si presentò con la canzone “Ogni volta”, e quattro anni dopo fece il bis con la canzone “Vola la farfalla impazzita”. Paul Anka ha avuto anche una breve carriera di attore cinematografico, partecipando alle riprese di alcuni film, “Donne senza uomini” (1960), “Lonely boy” (1962), “Il giorno più lungo” (1962), quest’ultimo con Henry Fonda, Richard Burton e Sean Connery.

domenica 22 febbraio 2015

Elvis Presley, "The King"

Elvis Presley (1935-1977). È considerato uno, se non il primo, dei più celebri cantanti di tutti i tempi, tanto da meritarsi l'appellativo de il Re del Rock and Roll o più semplicemente The King. Ebbe un’infanzia molto povera ed un affetto quasi morboso da parte dei suoi genitori, probabilmente perché sopravvisse al fratello gemello, Jesse Gaaron Presley, che morì appena nato. A otto anni ebbe per regalo la sua prima chitarra e cominciò ad esibirsi davanti ai suoi compagni di scuola. Da ragazzo aveva un carattere schivo ed introverso che lo ostacolò non poco con le amicizie. Sam Phillips, proprietario di una piccola casa discografica, la “Sun Records” ascoltò una sua incisione e, intuendone le capacità canore, lo convinse a collaborare con due “session men”, il contrabbassista William Black e il chitarrista Scotty Moore, formando un gruppo musicale denominato Blue Moon Boys, con il quale fece il suo primo tour attraverso il sud degli Stati Uniti, durante il quale si accorse che il suo modo di cantare e di imporsi sul palco provocava dei fenomeni di isteria collettiva alla presenza di un pubblico giovanile, quello definito all’epoca “teenager”. Al contrario, il pubblico adulto, ma soprattutto le associazioni religiose, lo consideravano alla stregua di un depravato, a causa delle movenze ritenute di cattivo gusto nelle quali si esibiva durante i suoi concerti, e cominciarono a contestarlo con manifestazioni di protesta, durante le quali venivano bruciati i suoi dischi. Nel 1957 venne chiamato a prestare servizio militare e fu spedito a Brema, in Germania, dove vi rimase per due anni. Nel 1959 conobbe Priscilla Beaulieu, figlia di un colonnello statunitense anche lui di stanza in Germania, la quale una decina di anni più tardi divenne sua moglie. Al suo rientro in patria sembrava che i suoi sostenitori lo avessero abbandonato, dirottando le loro attenzione verso nuove band che nel frattempo avevano fatto il loro ingresso nel mondo della musica, come i Beatles, i Beach Boys e i Rolling Stones. Dopo un periodo nel dimenticatoio, Elvis tornò in auge grazie alla partecipazione in qualità di ospite allo show televisivo del quale Frank Sinatra era il conduttore, riscuotendo un ottimo successo. Fu in quel periodo che vennero pubblicati alcuni suoi successi, quali Are You Lonesome Tonight?, It's Now or Never ('O sole mio) e Surrender (Torna a Surriento). Presley intraprese anche la carriera di attore cinematografico, firmando un contratto di sette anni con la “Paramount Pictures”, durante i quali girò vari film, tra i quali Love Me Tender , Loving You , Jailhouse Rock e King Creole. Nel 1967 si sposò con la sua eterna fidanzata Priscilla, la quale nove mesi dopo gli diede una figlia, Lisa marie. Fin dall’inizio degli anni70 Elvis Presley diede inizio ad una vita sregolata e stravagante nell’abbigliamento, producendosi in spese folli ed esagerate, acquistando a iosa quantitativi enormi di gioielli costosissimi, auto di lusso, a volte fatte personalizzare apposta per lui allo scopo di soddisfare i suoi gusti da esperti carrozzieri, e persino due aerei. Verso la metà degli anni settanta cominciò a dare segnali di squilibrio psichico, al punto che secondo testimonianze prese l’abitudine a sparare con le pistole che aveva ( le armi erano un suo hobby) a tutto quello che aveva davanti , televisori, lampadari, moto e quant’altro. Iniziò ad avere anche problemi di vista e ad abusare di sostanze stupefacenti per tenere alto il ritmo lavorativo, stimolanti ed anfetamine prima e barbiturici in seguito, ed in tutto questo non gli fu certo d’aiuto il divorzio da sua moglie Priscilla. Il suo ultimo concerto lo tenne il 26 giugno 1977 al Market Square Arena di Indianapolis davanti un pubblico composto da 18.000 persone, meno di due mesi dopo morì nella sua residenza di Graceland.

venerdì 20 febbraio 2015

Gli anni 1960

Gli anni 1960, comunemente chiamati anni sessanta, sono il decennio che comprende gli anni dal 1960 al 1969 inclusi. Essi hanno rappresentato certamente il decennio caratterizzato dal più importante rinnovamento generazionale che il ventesimo secolo abbia mai visto, sia in Italia che nel resto del mondo

1960 – Inaugurazione della XVII Olimpiade svoltasi a Roma.                                                    1960 – Il più grade terremoto del XX secolo (9,5) in Cile. Il maremoto arriva fino in Giappone a circa 17.000 km di distanza. 1961 - John Fitzgerald Kennedy diviene il 35º Presidente americano, il più giovane della storia. 1961 - l'astronauta dell’Unione Sovietica Juri Gagarin è il primo uomo a compiere un volo spaziale. 1962 - La bionda attrice americana Marilyn Monroe viene trovata morta nella camera da letto della sua casa di Los Angeles stroncata da una overdose di barbiturici. Aveva trentasei anni. 1963 – Muore papa Giovanni XXIII, detto “il papa buono”. 1963 – A Dallas viene assassinato il Presidente USA John Fitzgerald Kennedy. 1963 - Esce Please Please Me, il primo album dei Beatles. 1964 – In Sudafrica viene arrestato e incarcerato Nelson Mandela. 1964 – La stilista inglese Mary Quant dà scandalo inventando la minigonna. 1965 – Inaugurazione del Traforo del Monte Bianco. 1965 - Viene assassinato Malcolm X, mentre viene arrestato Martin Luther King. 1966 - Inizia in Bolivia la guerriglia contro il dittatore Barrientos. La rivolta è comandata dal cubano di origini argentine Ernesto Guevara, detto El Che. 1967 - Viene ucciso dall'esercito boliviano il comandante partigiano Ernesto Che Guevara. 1967 – Colpo di Stato in Grecia. Il colonnello Georgios Papadopulos instaura la dittatura di destra. 1968 – La “primavera di Praga” porta la Cecoslovacchia a dissociarsi dall’Unione Sovietica. Carri armati del Patto di Varsavia riportano la normalità. Lo studente Jan Palach si dà fuoco per protesta. 1968 – Vengono assassinati Martin Luther King e qualche mese dopo Robert Kennedy. 1968 – Inizia il “sessantotto” studentesco. Gli studenti occupano le università e nascono diverse formazioni extraparlamentari di sinistra che contestano al PCI. Di aver abbandonato la via della rivoluzione. 1969 – L’americano Neil Armstrong è il primo astronauta a mettere piede sulla luna. 1969 – Si svolge a Woodstock, vicino NY, un mega raduno hippy che rimarrà nella storia. 1969 - Con un colpo di stato militare il colonnello Mu'ammar Gheddafi sale al potere in Libia.